Volo in montagna

Scuola Nazionale di Volo in Montagna
Approvato il Calendario degli Eventi per l'anno 2020
Nel corso dell'anno verrà arricchito di nuovi eventi che i Soci vorranno organizzare o segnalare per rendere sempre più attiva la nostra disciplina!

Volo in montagna

Presentazione

In Italia solo pochi eletti praticano le virtù e conoscono la bellezza di questa splendida disciplina.
A Trento nasce e si sviluppa la prima ed unica, per oltre venti anni, Scuola Nazionale di Volo in Montagna. Gestita dall’Aero Club di Trento sino all’anno 1993, anno della sua chiusura a seguito della cessazione dell’attività del AeC con conseguente sospensione del disciplinare Scuola, ha formato 130 piloti provenienti da tutte le regioni d’Italia.

Di questi piloti il gruppo più numeroso ed attivo, che ancora oggi pratica con assiduità il volo in montagna, è quello che esce dall’ AeC di Trento. Una quindicina di abilitati che hanno continuato nella pratica, scoprendo nuove aviosuperfici, innevate e non, e che hanno mantenuto vivo lo spirito, l’esperienza e l’emozione di questa unica, grande specialità del volo. Un altro nucleo esiste ad Aosta. Piloti formati ed abilitati alla scuola francese o svizzera e che hanno portato all’interno all’interno dell’AeC di Aosta la specialità del volo in montagna ed hanno coinvolto altri piloti successivamente abilitati alla Scuola di Trento.
Troviamo altri piloti, alcuni ancora in attività, abilitati a Trento e provenienti dagli Aeroclub di Belluno, Bolzano, L’Aquila, Milano, Napoli, Padova, Roma, Salerno, Verona, Viterbo.

Questi “montanari volanti” vivevano all’interno dei loro club, praticavano qualche ripresa in “trasferta” a Trento, partecipavano a qualche raduno: impegnati nella crescita personale, tra mille difficoltà intrinseche alla disciplina, ma anche soddisfazioni di nuove e sempre maggiori conquiste; soli, però, di fronte al pericolo delle restrizioni normative, se non della paventata fine della possibilità di praticare l’uso delle aviosuperfici non segnalate; non aggregati e rappresentativi ad intervenire nella discussione sulle regolamentazioni in divenire per questo tipo di disciplina.
Non esisteva in Italia nessuna forma che raggruppasse e fosse rappresentativa di questa grande famiglia di abilitati, accomunati da un’unica grande passione: il volo in montagna.

Il Pilota di Montagna

...è un personaggio particolare… un po’ errabondo è un innamorato della natura!
Vola su siti isolati, è qui che ama vivere… esplorare e vedere la natura sotto tutti i suoi molteplici aspetti.

Per il Pilota di montagna le gioie e le soddisfazioni sono molteplici, rappresenta un numero ristretto di esperti, che affrontano difficoltà reali con l’applicazione ed il rigore indispensabili per questi piloti innamorati della perfezione. Capacità di scegliere una pendenza, valutare le distanze, selezionare il punto d’atterraggio e la direzione di decollo, dominare il vento, stimare la qualità della neve per garantire un impatto “morbido”… ammirare l’ambiente: sono questi i criteri indispensabili. Il suo passaggio è fugace, non ne lascia traccia, condivide e rispetta l’amore degli altri appassionati della montagna nel suo massimo rispetto. Il pilota di montagna è uno spirito libero apprezza la sua libertà, nel rispetto di quella degli altri, atterra e decolla in modo appropriato, senza creare danno e senza l’aiuto di nessuno. Segue le regole di sobrietà, etica e severa precisione. In pochi atterrano sui ghiacciai e sospendono il volo, cambiando direzione, se la loro presenza può rappresentare un disturbo ad altri escursionisti che si trovano nelle immediate vicinanze. Quando individua una aviosuperficie ne studia il circuito e l’avvicinamento al fine di evitare impianti ed abitazioni, le evoluzioni tra le vallate avvengono evitando fastidiosi passaggi radenti, le uniche impronte lasciate sono quelle degli sci sulla neve.

Non arreca disturbo alla fauna restando incantato dalla varietà delle fioriture, dal mutare delle colorazioni dei boschi e dai profumi della terra che le varie stagioni gli offrono.

Le montagne devono essere protette … tutti devono essere d’accordo!!!

Le meravigliose montagne ed il loro spettacolare scenario, ci permettono di fuggire dalla nostra vita febbrile, e per questo sono molto frequentate.
Ognuno deve compiere uno sforzo per il loro rispetto.
Rifornimento ai rifugi ed eliminazione dei rifiuti con l’uso di elicotteri; impianti di risalita con piloni e cabine: rumore e… folla!
I Piloti di montagna volano dolcemente, perché i loro motori sono silenziosi e vengono usati con attenzione. Non devono esser confusi con gli utili ma rumorosi elicotteri.
Per questo i piloti di montagna chiedono il riconoscimento della loro qualificazione ed il diritto a poterla proseguire senza diritti esclusivi al pari di tutti gli altri appassionati della montagna.

A chi appartengono le montagne? A chiunque ne rispetti l’ambiente… a beneficio di tutti!

Le Regole di Comportamento

Queste regole rappresentano “modus operandi” imposto dalla necessità di osservare correttamente le regole di conduzione del volo in montagna, di rispettare la gente (escursionisti, sciatori ecc.) e dell’ambiente montano.

Pilota AIPM deve essere riconosciuto proprio per l’osservanza di queste regole. AIPM infatti ha da tempo fatto proprio il motto: “L’emozione di volare in montagna rispettando l’ambiente”.

  1. Programmare il volo solo se si è in perfette condizioni fisiche e psicologiche.
  2. Rispettare le regole di navigazione e degli spazi aerei controllati.
  3. Rispettare i regolamenti di specialità.
  4. Non assumere bevande alcooliche se si deve pilotare.
  5. Non effettuare 3 atterraggi consecutivi sullo stesso terreno.
  6. Privilegiare la sicurezza del volo piuttosto che i migliori risultati.
  7. Volare in base alle proprie competenze di volo per non incorrere in situazioni critiche.
  8. Non sottovalutate le piste considerate difficili.
  9. Accettare le osservazioni ed i consigli che vengono dati da Piloti esperti ed Istruttori.
  10. Non aver timore di chiedere un refreshement.
  11. Comunicare preventivamente all’Ente di controllo od a qualcuno, le proprie intenzioni di volo.
  12. Essere consapevoli del grave impatto di fronte al Pubblico, ai Media, alle Pubbliche Amministrazioni, alle Assicurazioni che i frequenti incidenti di volo, anche in montagna, possono provocare.

L'aviazione sportiva di montagna

Possiamo indivdiduare l'attività dell’aviazione sportiva di montagna in tre diverse tipologie sulla base dei siti su cui si pratica.

Nello svolgimento di questa disciplina sportiva, i siti frequentati sono poco numerosi, inoltre, il numero dei ghiacciai idonei è limitato. Se si confronta l’inquinamento atmosferico provocato dai nostri gas di scarico con quello provocato dal riscaldamento di alberghi, rifugi, malghe o con quello degli scarichi delle automobili degli sciatori, delle motoslitte, dei potenti motori dei gruppi di continuità; quello da rumore dei nostri motori, che al massimo può durare pochi minuti, oppure quellop ambientale del segno delle nostre ruote o dei nostri sci, che spariscono in 24 ore od alla prima nevicata, con quelli ben più significativi di piloni, cavi e piste di sci si può tranquillamente sostenere che ripercussioni su ogni tipo di inquinamento provocate dai piloti sono assolutamente assenti. I piloti di montagna sono i soli “montanari” che subiscono restrizioni alla loro attività e che non possono reclamare alcuna esclusività.

Accettiamo e rispettiamo questa situazione, solo chiediamo un normale comportamento leale, ogni azione restrittiva adottata contro la nostra disciplina solo per il fatto che è rappresentata da una piccola comunità non deve essere usata demagogicamente come strumento politico a difesa dell’ambiente. Si tratta di una aviazione con caratteristiche e specifiche che si differenziano totalmente dall’aviazione generale nel senso proprio del termine che concerne viaggi d’affari, IFR e uso di aeroporti controllati, che necessitano di infrastrutture a carico della collettività. La nostra attività si pratica nella natura, utilizzando aeroplani con caratteristiche STOL (per atterraggio e decollo corti). Non chiede niente al contribuente. Non altera la natura. Non necessitano piloni, cavi, costruzioni. Talvolta, una manica a vento.

Attenzione: non confondiamo la nostra attività con i voli turistici o l’attività degli elicotteri.

Il primo approccio nella pratica del Volo in Montagna si effettua su piste di campagna e collina (sino a 1.000 metri mediamente) con difficoltà variabili.
Le piste sono spesso private, ed alcune hanno caratteristiche tipiche delle aviosuperfici. Oltre all’interesse dei piloti per la natura, l’attività contribuisce al loro sviluppo e ne giustifica l’esistenza mantenendo elevato il numero e diversificata la tipologia delle piste da frequentare.
Come per l’attività in montagna, in occasione degli atterraggi su queste piste si assiste ad un notevole apporto dell’animazione locale e si instaurano amicizie importanti con i proprietari ed i residenti.
Sulle aviosuperfici al di sotto dei 1.000 metri non sussistono problemi relativi alla diminuzione di potenza dei motori.
L’ambiente circostante non presenta problemi di separazione da grandi ostacoli naturali.
In genere le aviosuperfici interessate sono raggiungibili anche via terra.
L’urbanizzazione è sufficientemente vicina.
In caso di aviosuperficie piana è sufficiente un adeguato addestramento per decollo corto o ripido.
In caso di aviosuperficie in pendenza sarà necessario programmare un breve corso teorico seguito da una serie di prove pratiche finalizzate all’acquisizione di tutte le conoscenze necessaria all’uso di quella specifica aviosuperficie; per ogni nuova aviosuperficie in pendenza, l’ulteriore addestramento si limiterà alle sole prove pratiche.

Il passo successivo e quello che effettivamente rappresenta la disciplina è l’attività praticata in montagna a livelli di altitudine che possiamo indicare tra i 1.000 ed i 2.500 metri.
Questa attività permette ai piloti di sfruttarne le difficoltà di pilotaggio acquisendo il rigore e la precisione, fonte di grandi soddisfazioni, richieste dalle condizioni del territorio ma senza le difficoltà caratteristiche, invece, dei ghiacciai.
La maggior parte delle aviosuperfici si trova in località isolate, talvolta nei pressi di un rifugio o di una baita. Gli incontri favoriscono l’amicizia con gli abitanti o gli ospiti.
La frequentazione di questi posti permette di contribuire all’animazione dei siti rurali ed una novità nei contatti da parte dei residenti.
Sulle aviosuperfici tra 1.000 e 2.500 metri la diminuzione di potenza del motore comincia a farsi significativa (sarà d’obbligo il calcolo della quota densimetrica).
L’ambiente è montano con picchi e pareti rocciose prossime, con le problematiche meteorologiche del volo in valle, del superamento di creste e passi, ecc.
L’urbanizzazione è molto scarsa e la possibilità di collegamento con i centri abitati può risultare problematica.
A queste quote è difficile trovare delle superfici piane sufficientemente lunghe che permettano l’attività di atterraggio e decollo. Le piste saranno quindi in pendenza con atterraggio in salita e decollo in discesa.
Ha così inizio l’attività specialistica del Volo in Montagna: per svolgerla in sicurezza sarà necessaria la frequenza di un corso di addestramento per acquisire le conoscenze dell’ambiente montano; della meteorologia in montagna; delle condizioni di vita, sopravvivenza e rispetto in e della montagna; le particolari tecniche di ricognizione, approdo e partenza da piani più o meno pendenti.
In questo caso il corso dovrà essere suddiviso in due parti: l’una relativo all’uso di aviosuperfici a fondo naturale, con l’uso di ruote, ed una a fondo innevato con l’uso di sci e, cosa molto importante, senza l’uso di freni.

Il naturale completamento ed il massimo obiettivo cui un pilota di volo in montagna aspira e la pratica sul ghiacciaio.
Il volo in montagna non è particolarmente problematico ma va affrontato con estrema prudenza e serietà. L’esperienza insegna che basta veramente poco, perché quella che poteva essere una allegra scampagnata si trasformi in una situazione di pericolo.
Su ghiacciaio si pratica un’attività sportiva di alto livello tecnico per il pilota, essendo necessaria la conoscenza della montagna con i limiti operativi che essa comporta: la vita e l’evoluzione dei ghiacciai, le condizioni meteorologiche tipiche dei massicci montani, la varietà dei diversi tipi di neve.
Non è certo un’attività di massa e per meritarsela occorre discrezione, rigore, disciplina ed applicazione, qualità tipiche dei montanari.
Sulle aviosuperfici al di sopra dei i 2.500 metri la diminuzione di potenza del motore e conseguentemente delle prestazioni dei velivoli è molto accentuata, può superare anche il 50%, le velocità reali al suolo sono accentuate dalla rarefazione dell’aria.
L’attività si svolge sulle nevi eterne, sui ghiacciai.
Il collegamenti con il resto del mondo sono quasi inesistenti.
Il pilota oltre ad essere padrone di sé e della macchina, dovrà conoscere e saper applicare le nozioni basilari per eventualmente sopravvivere in alta montagna.
Oltre ad un periodo intensivo di addestramento al decollo ed all’approdo sui ghiacciai, sarà d’obbligo un corso di sopravvivenza ad alta quota.

L'abilitazione al volo in montagna

Il volo in montagna è una disciplina di alto livello e la migliore scuola di pilotaggio che esista. Detto questo, prima di affrontare questa attività è necessario avere acquisito un buon livello di pilotaggio.

Se in pianura non sapete mantenere perfettamente una velocità od un rateo costante di discesa in avvicinamento è molto probabile che in montagna queste vostre limitazioni si amplifichino e rendano il vostro apprendimento laborioso (e costoso). Occorre essere in grado di pilotare molto bene per poter ammirare il paesaggio circostante e saper analizzare rapidamente le informazioni che giungono dagli strumenti:velocità, variometro, altitudine. In un colpo d’occhio percepire dal cruscotto strumenti i parametri della situazione atmosferica che può variare improvvisamente: una corrente ascensionale che da un momento all’altro si trasforma in discendente o viceversa. Variazione che vi potrebbe sorprendere non permettendovi di arrivare al suolo sul “punto” previsto costringendovi ad essere troppo lungo in atterraggio nonostante la riduzione totale della “manetta” o troppo corto anche con massima potenza.

Questo vale per la pratica su ruote, ma anche per quella con gli sci su aviosuperfici o ghiacciai e spesso in presenza di condizioni di “punto di non ritorno”. Sulla base del vostro livello di preparazione sarà possibile procedere per ordine crescente di difficoltà. Premesso che scopo primario dell’addestramento è quello di preparare i piloti ad affrontare nel migliore dei modi tutte le fasi del volo e di svilupparle nella massima sicurezza, per limitare il più possibile le situazioni di pericolo ed emergenza, si può delineare schematicamente il seguente percorso formativo, avendo individuato le caratteristiche e le problematiche che emergono nelle varie situazioni. Il volo in montagna non è particolarmente problematico ma va affrontato con estrema prudenza e serietà. L’esperienza insegna che basta veramente poco, perché quella che poteva essere una allegra scampagnata si trasformi in una situazione di pericolo.

TESSERAMENTO

Occorre che il numero degli aderenti alla nostra Associazione cresca per conferirle sempre maggiore notorietà e rappresentatività nazionale ed internazionale necessarie a difendere e promuovere la nostra meravigliosa disciplina.

Per ogni necessità queste sono le nostre coordinate IBAN IT40 Y076 0101 8000 0001 3222 385 - BIC BPPIIRRXXX


IL 29 FEBBRAIO SCORSO SONO SCADUTI I TERMINI PER IL TESSERAMENTO 2020.
Ringraziamo tutti i Soci che hanno per la prima volta o rinnovato il loro impegno nel sostegno delle attività della nostra Associazione.
Queste saranno sempre più attente e puntuali coinvolgendo sempre più numerosi praticanti e simpatizzanti.

Quote associative 2020 Domanda di ammissione